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2008 3-04

Altezza e dominanza

Altezza e dominanza
di Steve Martin

Chi cerca le risposte ai complessi problemi comportamentali dei pappagalli, sentirà spesso parlare della dominanza provocata dall’altezza. Come mai viene considerata la fonte di tanti problemi comportamentali dei pappagalli? “Non permettere che il tuo pappagallo si trovi più alto del livello dei tuoi occhi o si sentirà in una posizione dominante e ti beccherà”. Perché si da tanto credito a questa teoria? Ed è efficace con i pappagalli?

La mia prospettiva su questo argomento è leggermente diversa da quella di molti altri, probabilmente perchè ho un’esperienza diversa da chi la sostiene. Ho studiato e addestrato pappagalli per più di 40 anni. Da oltre 25 anni sono un addestratore professionista. Una delle cose più importanti che ho imparato nel corso degli anni è quella di fare le domande giuste. Le due domande principali che ho imparato a fare sono “qual’è la motivazione” e “come si applica al comportamento dei pappagalli in natura?” Queste domande possono fornire una grande comprensione di quello che pensa un pappagallo, e distolgono da un’interpretazione antropomorfica del suo comportamento, come molti sono portati a fare.

Perciò, quale motivazione spingerebbe un pappagallo a voler dominare una persona? Cosa ci guadagna? Tenta di dominarvi per obbligarvi a fare qualcosa per lui? Sta cercando di insegnarvi una lezione o di punirvi per qualcosa che avete fatto?  Perchè un pappagallo vorrebbe dominarvi? Questo mi porta alla prossima domanda: come si può confrontare con il comportamento in natura? Alcuni sostengono che per un pappagallo sia “naturale” voler dominare. Molte persone hanno descritto in gran dettaglio le gerarchie all’interno degli stormi selvatici di pappagalli. Alcuni sono persino arrivati a dire che si può capire la gerarchia di un pappagallo a seconda dell’altezza del ramo su cui si posa. Più è in alto e più il pappagallo sarà dominante sugli altri. Ho avuto la fortuna di poter osservare spesso molte specie di pappagalli in natura, non ho mai visto niente che assomigliasse remotamente a un comportamento gerarchico.

Ma non dovete prendere la mia parola per buona. Ho anche parlato con ricercatori (almeno sei) che studiano i pappagalli in natura. Nessuno di questi esperti si ricorda di aver mai osservato forme di gerarchia nei pappagalli selvatici. La descrizione del grado gerarchico attribuibile all’altezza del ramo su cui si posano, è stata accolta da ogni esperto con il quale o parlato da guardi stupiti, risate, cinismo o peggio. Tutti questi esperti hanno descritto una forma di aggressività che hanno osservato nei pappagalli quasi quotidianamente, queste azioni aggressive sono generalmente associate all’acquisizione o alla protezione di risorse. I ricercatori hanno riferito che il vincitore di un confronto può benissimo perdere un confronto successivo con lo stesso rivale. In uno stormo selvatico non ci sono esemplari che mantengono costantemente un grado gerarchico più alto. Inoltre, nessuno degli esperti ha mai osservato un comportamento aggressivo per stabilire la dominanza, né nessuna forma di gerarchia collegata all’altezza dei rami sui quali si posano i pappagalli.

Nei pappagalli il comportamento di dominanza collegato all’altezza non esiste . Probabilmente si tratta di una proiezione dell’opinione personale di qualcuno che altri hanno ritenuto potesse venire applicata ai pappagalli. I proprietari ingenui di pappagalli, alla ricerca di risposte facili a dei problemi comportamentali complessi,  sono pronti ad accettare il concetto che un pappagallo si sentirà dominante nei loro confronti se sarà tenuto più alto del livello degli occhi, e che manifesterà questa dominanza con aggressività. Il mito che accompagna questa teoria,  sui pappagalli selvatici che esprimono la gerarchia tramite la posizione che occupano su un albero, è altrettanto sbagliato. Il comportamento dei pappagalli è molto più complesso.

Ma allora, come mai tante persone sostengono questo concetto? Innanzi tutto perchè le gerarchie sono comuni nella società umana.  I bambini vengono dominati da chi è più alto di loro, e anche da adulti la maggior parte delle persone ha dei rapporti di natura gerarchica. Questi rapporti sono normalmente associati ai contatti sociali e non fisici, come l’altezza. Qualcuno riesce a dominare il proprio cane usando la forza fisica e l’aggressività (che un cane può comprendere, ma non provateci con un gatto). Non è raro osservare una gerarchia nei gruppi di pappagalli mantenuti in cattività. Gli ambienti innaturali stimolano i comportamenti innaturali. Un gruppo di pappagalli confinato in un piccolo ambiente, molto probabilmente svilupperà un comportamento di gerarchie dominanti per un fattore di sopravvivenza. Ma queste gerarchie dipenderanno dai rapporti tra gli esemplari e non dall’altezza della posizione scelta all’interno della gabbia. Se questi pappagalli vivessero in natura, non sarebbero obbligati ad una convivenza così ravvicinata ed eviterebbero i confronti aggressivi con i loro simili, eliminando la necessità di stabilire una gerarchia.

Per i proprietari di pappagalli è facile interpretare l’aggressività come il desiderio di imporsi. L’aggressività manifestata per stabilire la superiorità è comune a molte specie di mammiferi, inclusi gli umani, ma non si riscontra nei pappagalli. I pappagalli non hanno nessuna inclinazione naturale a creare delle gerarchie basate sulla dominanza su altri pappagalli in natura, o sull’uomo in cattività. Quando si trovano più in alto dell’altezza degli occhi di un uomo,  possono essere spinti a esibire un comportamento aggressivo per diversi motivi. Il desiderio di dominare non deve essere considerato uno di questi motivi.

Prendiamo il caso di un pappagallo appollaiato sopra la sua gabbia che becca il suo padrone quando lui o lei cerca di farlo salire sulla mano. Sta cercando di stabilire una forma di dominanza sul padrone? Pensate a quello che normalmente succede dopo che il pappagallo è stato rimosso dalla cima della gabbia. Il padrone mette il pappagallo dentro la gabbia, chiude la porta e lo lascia rinchiuso per un certo periodo di tempo. Mi pare che questa sia una spiegazione più valida del perchè il pappagallo becca una persona. Non vuole rientrare nella gabbia, tutto qui! Inoltre ha probabilmente imparato che beccare è un modo efficace per comunicare con gli umani.

Normalmente, prima di beccare una persona, un pappagallo utilizza una serie di segnali corporei e altre forme di comunicazione naturale per esprimere il suo desiderio di rimanere sopra la gabbia. Poche persone hanno l’intuito e l’empatia necessari per comprendere il suo linguaggio corporeo. La maggior parte delle persone continua imperterrita a imporsi anche quando il pappagallo esibisce un linguaggio corporeo aggressivo. Come ultima risorsa, o come ultimo tentativo per comunicare la sua contrarietà, il pappagallo becca la persona. A quel punto la persona ritrae la mano e cessa, anche se momentaneamente, di tentare di farlo salire sulla mano. A volte l’interruzione durerà per il tempo di trovare un bastone o ramo sul quale farlo salire. L’atto di beccare viene rinforzato, o incoraggiato a ripetersi,  nel momento in cui la persona cessa il tentativo di rimuovere il pappagallo. Di conseguenza, il pappagallo impara che beccare è un metodo efficace per comunicare con l’uomo.

Molto semplicemente, i pappagalli amano stare in alto. I loro istinti di sopravvivenza li spingono a posizionarsi in alto dove sono meno vulnerabili ai predatori, possono osservare bene quello che li circonda, possono fuggire più velocemente, ecc. I pappagalli da compagnia possono imparare che stare sulla spalla o sulla testa di qualcuno è desiderabile. Alcuni preferiscono la spalla per stare vicino al viso del padrone. Altri perchè è un punto relativamente stabile dove posarsi, ed altri preferiscono la spalla per stare lontano dalle mani con le quali possono aver avuto cattive esperienze in passato. Per molti motivi, le spalle, le tende, il tetto delle gabbie, ecc, sono dei posatoi desiderabili per la maggior parte dei pappagalli.

Naturalmente, la maggior parte delle persone non può lasciare tutto il giorno il proprio pappagallo in cima alla sua gabbia. Come fare per farlo rientrare? Chiedetevi di nuovo “qual’è la motivazione”? Perchè dovrebbe voler rientrare nella gabbia? “Perchè deve farlo” può funzionare con il vostro cane, ma non funzionerà mai con un pappagallo. “Perchè deve” può funzionare se lo obbligate con un bastone, con dei guanti, o insistendo e magari subendo anche qualche beccata. Ma è molto meglio creare una situazione nella quale “Lui vuole” rientrare nella gabbia.

Il rinforzo positivo è una tecnica d’insegnamento che può rivoluzionare il rapporto tra voi e il vostro pappagallo. E’ un procedimento dove un’azione viene immediatamente seguita da qualcosa che il pappagallo considera un vero premio. Il premio può essere costituito da una qualsiasi cosa che il pappagallo desidera molto, come un complimento, una grattatina sulla testa, o un alimento che ama molto e che non fa parte della sua alimentazione regolare. Il risultato di una conseguenza così positiva è che il pappagallo sarà disposto a ripetere l’azione che ha preceduto il premio. Anche il rinforzo negativo è un procedimento che può essere usato per incoraggiare un’azione, ma funziona togliendo qualcosa che al pappagallo non piace subito dopo che compie l’azione desiderata. Il rinforzo negativo avviene quando obblighiamo un pappagallo a fare qualcosa che non vuole. Per esempio, molti pappagalli si arrenderanno e decideranno di rientrare nella gabbia solo per evitare di essere inseguiti dalla vostra mano o da un bastone. Il rinforzo positivo gli insegna cosa fare, il rinforzo negativo cosa evitare. Ecco perchè è un peccato, oltre che inutile, quando si usa il rinforzo negativo più spesso di quello positivo.

Tramite il rinforzo positivo, potete insegnare in pochi giorni (spesso in pochi minuti) al vostro pappagallo a rientrare nella gabbia quando glielo chiedete. Potrà imparare velocemente a entrare da solo nella gabbia e aspettare pazientemente che vi alziate dalla poltrona per chiudere la gabbia. Tutto questo con una semplice richiesta verbale, come “e’ ora di andare a letto”. Cominciate a mettere una noce, o qualche seme di girasole, o un altro dei suoi cibi preferiti nella mangiatoia e guardate se il pappagallo entra per conto suo. Forse dovrete andarvi a sedere o uscire dalla stanza prima che decida di entrare nella gabbia perchè potrebbe temere di essere rinchiuso. Le prime volte che rientra non chiudete la porta della gabbia. Lasciategli capire che può entrare per prendere il premio, e se vorrà dopo potrà uscire. Ogni volta che mettete il premio nella ciotola dentro la gabbia ripetete la stessa frase, parola o gesto e aspettate che entri per prendere il premio. Presto assocerà le vostre parole o il gesto con l’atto di entrare nella gabbia per prendere il premio. Quando entrerà senza esitazioni, fategli la richiesta prima di mettere il premio nella gabbia per vedere se entra lo stesso. Se lo fa, ditegli “bravo” e dategli subito il premio. Se non lo fa, fate un passo indietro, dandogli più tempo per associare la vostra richiesta con il premio che l’aspetta. A questo punto potete anche cominciare a chiudere la porta della gabbia per un breve periodo dopo che il pappagallo è entrato. Quando ha finito di mangiare, aprite la porta per farlo uscire e fargli capire che non verrà chiuso nella gabbia tutte le volte che entra. Quando dovrete realmente chiuderlo nella gabbia dategli un premio speciale che gli piace in modo particolare, e che ci metterà del tempo a finire così che non si renda subito conto che la porta è stata chiusa. Presto imparerà che entrare nella gabbia è un’esperienza positiva, non negativa.

Il dominio, in tutte le società, si basa su molto di più che su qualche centimetro di differenza di altezza. Il dominio dipende dai rapporti, dalla storia e dalla genetica. Molte specie sono predisposte a stabilire delle gerarchie che permettono di ottenere l’ordine sociale nelle loro comunità. Tuttavia i pappagalli in natura non stabiliscono delle gerarchie fisse, specialmente non basate sull’altezza. Spiegare un concetto complicato come le gerarchie dominanti motivandolo semplicemente con il fattore dell’altezza è estremamente fuorviante,  e impedisce di comprendere chiaramente il comportamento dei pappagalli. E’ meglio evitare interpretazioni antropomorfiche. Quando si vuole comprendere il comportamento di un pappagallo bisogna farsi guidare dal loro comportamento naturale. Continuate a fare domande e trovate il modo di incoraggiare, e non obbligare,  il vostro pappagallo a fare quello che volete. Per lui non sarete mai il suo padrone, la cosa migliore che potrete essere è il suo amico e compagno.