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2008 3-05

Le beccate: indotte o insegnate

Le beccate: indotte o insegnate
di Steve Martin

“Le beccate fanno parte della convivenza con un pappagallo”. Vi suona familiare? Dovrebbe. E’ un’opinione molto comune associata al possesso di un pappagallo. Eppure io penso che sia vero il contrario. Il proprietario di un pappagallo dovrebbe cercare di non essere mai beccato.
Forse il mio vi sembrerà un parere azzardato per un problema così diffuso. Il fatto è che i pappagalli imparano a beccare in cattività e non è un comportamento che hanno normalmente in natura. E’ proprio così, in natura non si beccano a vicenda, o almeno non tanto forte da ferirsi a sangue. Negli ultimi 15 anni ho consultato personalmente sulle beccate e sulla dominanza molti ricercatori che studiano i pappagalli in natura (Brice, Febbraio 1994, Munn, Luglio 1998, Gilardi, Febbraio 1999, English, Novembre 2000, Maggio 2001). Con un’esperienza che totalizza oltre 35 anni di ricerche sul campo, solo due ricercatori hanno visto o sentito dire di un pappagallo che beccasse un altro con abbastanza forza da farlo sanguinare. Tutti e due i casi erano collegati a un nido. Nel primo si trattava di due pappagalli in competizione per un nido, nel secondo un adulto attaccò un piccolo per impossessarsi del nido.

In natura i pappagalli si beccano molto raramente, ma possono essere spesso aggressivi per difendere le loro risorse, come il territorio, i compagni, i posatoi preferiti, il cibo, ecc. Il comportamento aggressivo di solito si limita al linguaggio corporeo come sollevare la cresta o lanciare un’occhiata. A volte è più forte, sottolineato da un’esibizione vocale o da un linguaggio corporeo più deciso, muovendo il becco in avanti. In natura, questi segnali sono normalmente sufficienti per scoraggiare un avversario ed evitare un contatto diretto negativo.

Allora, perché in cattività i pappagalli beccano?
1. Se mettete un animale in un ambiente innaturale dovrete aspettarvi anche un comportamento innaturale.
2. Tutti i comportamenti derivano dall’istinto o dall’esperienza.
La beccata di un pappagallo rientra in una di queste due categorie. A volte è causata dall’istinto, altre volte dall’apprendimento. Molti pappagalli sono stati obbligati a beccare dalla paura o per autodifesa. L’uomo tende ad essere aggressivo nel modo in cui si avvicina e prende un pappagallo, questo comportamento può indurre il pappagallo a beccare per paura. La maggior parte dei pappagalli non ha la possibilità di allontanarsi in volo come farebbero i loro simili in natura, e a volte, per difendersi o per esprimere la loro contrarietà, vengono obbligati a reagire nell’unico modo che conoscono, cioè beccando. Prima di beccare, la maggior parte dei pappagalli in cattività esibisce diversi segnali corporei o vocali per esprimere i propri sentimenti, proprio come fanno i pappagalli in natura. Tuttavia, sono poche le persone che si accorgono di un’occhiata furtiva, o dell’impercettibile contrazione delle penne della testa che comunicano tante informazioni su quello che pensa e sente. Dopotutto la comunicazione umana è quasi sempre molto chiara e diretta, si è evoluta sviluppando più la parola del linguaggio corporeo. Molti, forse la maggior parte dei proprietari di pappagalli, sono inconsapevoli degli impercettibili tentativi di comunicazione dei loro pappagalli. Non si accorgono dell’appiattimento delle penne, o dei movimenti veloci della testa mentre un pappagallo cerca nervosamente una via di fuga, un comportamento comune quando vogliono evitare qualcosa.

Spesso i primi segni di nervosismo che vengono notati dal proprietario, sono il tentativo di fuga, le ‘ringhiate’ o altre vocalizzazioni per comunicare la paura o il disagio. A questo punto, è già passata inosservata la miriade di segnali che hanno preceduto questo comportamento più evidente portando il pappagallo al limite dell’aggressione. Un altro punto importante da considerare è che la maggior parte delle informazioni disponibili sui pappagalli non incoraggiano la sensibilità. Spesso si consiglia di assumere un comportamento dominante e aggressivo nei confronti di un pappagallo, come “assicuratevi che sappia chi è il capo”, e “non fategliela passare liscia”, ecc. Generalmente si tende a voler dominare un pappagallo piuttosto che a cercare di stabilire un sodalizio. L’aggressività serve solo ad aumentare le possibilità di essere beccati, perché è l’unico modo nel quale un pappagallo può esprimersi con dei padroni sicuri di se ed insensibili.

I pappagalli beccano principalmente per questi motivi:
Il gioco. Pei i pappagalli, esplorare con il becco le dita di una mano o altre parti del nostro corpo è un comportamento istintivo. E’ il modo naturale col quale i giovani pappagalli ottengono informazioni su quello che li circonda. E’ responsabilità del proprietario far capire al pappagallo fino a che punto può “investigare” le dita o altri oggetti. Un secco “No” è simile al suono che farebbe un pappagallo adulto in natura per comunicare a un giovane che ha esagerato.

L’aggressività territoriale. In natura e in cattività pappagalli proteggono istintivamente il loro territorio. In natura un pappagallo si lega con un suo simile e proteggerà dagli intrusi il territorio dove si trova il loro nido. Anche i pappagalli in cattività si legano ad un loro simile o spesso all’uomo. Quando succede, possono difendere con aggressività
il loro territorio dagli intrusi. Possono imparare facilmente che beccare è l’unico modo, o il migliore, per cacciare via delle persone dal loro territorio.

Paura. Come già detto, molti pappagalli beccano perché hanno paura di un atteggiamento troppo aggressivo. Questa è anche una reazione istintiva collegata all’istinto di sopravvivenza. Se il pappagallo si trovasse in natura, potrebbe semplicemente volare via. Tuttavia a molti pappagalli in cattività è stata negata questa capacità, e beccare costituisce l’unica risorsa che hanno.

Aggressività appresa. Alcuni pappagalli imparano a beccare per ottenere qualcosa che desiderano. Questa aggressività appresa può manifestarsi in molti modi. Un pappagallo potrebbe imparare che se da una beccata leggera al braccio del suo proprietario mentre sta mangiando una ciambella, potrebbe riceverne un pezzetto per farlo smettere. Un altro pappagallo potrebbe imparare che se morde un dito del proprietario, verrà lasciato in pace sopra alla sua gabbia o sulla sua spalla, anche se solo per il tempo necessario per essere spostato in un altro modo. Quando un pappagallo ha beccato per la prima volta una persona, potrebbe cominciare a imparare che è un buon metodo di comunicazione con gli umani. Qualsiasi comportamento che venga rafforzato ha la probabilità di essere ripetuto.

Per evitare di essere beccati:
Iniziate a stabilire un rapporto positivo con il vostro pappagallo. Evitate di obbligarlo a fare quello che non vuole. Per molte persone potrebbe essere difficile capire questo concetto, considerando che la maggior parte delle volte si consiglia di dominare il pappagallo. Inoltre, molte persone tendono ad assumere un comportamento dominante con altri animali, come i cani, o anche nei confronti di altre persone. A loro sembra che questa strategia comunicativa funzioni bene. Bisogna opporsi a questa tendenza naturale stabilendo un rapporto con il pappagallo basato sulla comunicazione. Questo è il primo passo per stabilire un rapporto paritario.

Il proprietario deve anche sensibilizzarsi per capire il linguaggio del pappagallo. Dovrà imparare a interpretare il suo linguaggio corporeo per capire cosa gli comunica. Poi dovrà rispettare le sue scelte, permettendo al pappagallo di avere un ruolo paritario nel rapporto, senza considerarlo come un oggetto. Il proprietario dovrà imparare a chiedere e non a ordinare. Dopotutto, in natura nessuno obbliga un pappagallo a fare quello che non vuole, tranne i predatori. C’è un’altra cosa che il proprietario dovrà fare per migliorare il rapporto con il suo pappagallo: accettare la responsabilità per ogni beccata. Bisogna che capisca che ogni beccata è stata o provocata o insegnata. Quando accetterà questa responsabilità inizierà a capire che le cicatrici sono un segno di insensibilità e non di coraggio. Questo gli permetterà di gettare le fondamenta per stabilire un buon rapporto con il proprio pappagallo.